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E’ illegittimo il comportamento della P.A. di sospendere la progressione in carriera del dipendente in attesa della definizione del processo penale.
Posted by enzoguida on 2007/12/27 19:37:36 (352 reads)




Infatti, nel caso di specie, il dipendente era stato dichiarato vincitore di una selezione interna, per il grado di vice ispettore nella Polizia penitenziaria, ed aveva superato brillantemente il relativo corso di formazione finale. L’Amministrazione di appartenenza, però, non aveva, poi, provveduto ad immetterlo nel nuovo ruolo poiché durante l’iter concorsuale era venuta a conoscenza dell’esistenza, a suo carico, di un procedimento penale.
In una nota ministeriale, infatti, la P.A. comunicava al ricorrente che, a causa di un costante orientamento amministrativo, era costretta ad “ammettere con riserva” tutti coloro che erano sottoposti ad un procedimento penale sostenendo che avrebbe sciolto la riserva al suo termine nonché all’esito di quello disciplinare, eventualmente avviato.
Tale provvedimento però è stato considerato illegittimo.
Infatti, così come ha condivisibilmente osservato il Collegio napoletano in accoglimento del ricorso, tale sospensione della progressione in carriera, oltre a non essere prevista né dal bando di concorso né dalla normativa vigente (quindi assolutamente atipica), non può trovare applicazione soltanto sulla scorta di un mero orientamento amministrativo la cui discrezionalità non può riguardare l’ammissione al concorso.
Ed ancora, il Collegio afferma che tale determinazione, che ha l’effetto di sospendere l’avanzamento del dipendente fino alla definizione della situazione processuale pendente, appare del tutto atipica in quanto non prevista da alcuna norma positiva specificamente applicabile al Corpo di polizia penitenziaria e costituisce un provvedimento che incide sullo status del dipendente che può essere legittimato soltanto da una norma di rango primario.



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